Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

3

Share

Download to read offline

La Tangoterapia: la sinergia tra musica e terapia in aiuto alle malattie della terza età

Download to read offline

La Tangoterapia favorisce la cura medica per le persone affette dal Morbo di Parkinson. Ballare il Tango Argentino, infatti, permette il ripristino dell'equilibrio statico e dinamico, aumenta l'autostima, la comunicazione e la socializzazzione.

Related Books

Free with a 30 day trial from Scribd

See all

Related Audiobooks

Free with a 30 day trial from Scribd

See all

La Tangoterapia: la sinergia tra musica e terapia in aiuto alle malattie della terza età

  1. 1. La Tangoterapia: la sinergia tra musica e terapia in aiuto alle malattie della terza età
  2. 2. L’età anziana L’invecchiamento è un processo fisiologico e individuale, condizionato da fattori genetici, abitudini alimentari, agenti ambientali e situazioni più o meno favorevoli.
  3. 3. L’invecchiamento come maturazione e accrescimento di ogni individuo vede un aumento quantitativo e un differenziamento delle funzioni e delle strutture personali.
  4. 4. L’invecchiamento, visto come senescenza, cioè l’insieme dei fenomeni involutivi e di esaurimento delle funzioni organiche, determina, nell’individuo, una degenerazione quantitativa e qualitativa delle proprie strutture e funzioni.
  5. 5. Cinque sono gli aspetti caratterizzanti l’invecchiamento: • l’accesso al pensionamento; • la senescenza fisiologica (decadimento psicofisico); • la senescenza psicologica (l’autopercezione di sé); • l’autopercezione della qualità della propria vita; • il modificarsi della struttura familiare.
  6. 6. Ho analizzato che nell’età anziana, molti sono gli avvenimenti/patologie importanti che si verificano. Una delle malattie che può colpire la persona in questa fase della vita è il Morbo di Parkinson, un’importante malattia neurodegenerativa ed invalidante per chi ne soffre.
  7. 7. Il Morbo di Parkinson Come si può notare dalle immagini, questa è una malattia neurodegenerativa, lenta e progressiva, che coinvolge il movimento e l’equilibrio della persona.
  8. 8. I sintomi sono noti da migliaia di anni: i primi documenti risalgono ad uno scritto di medicina indiana (5000 a. C.) e ad un documento cinese di 2500 anni fa. Il suo nome è legato a James Parkinson (XIX sec.), che ne descrisse i sintomi nel “Trattato sulla paralisi agitante”.
  9. 9. Dati statistici Questa malattia colpisce tutta la popolazione del mondo, di entrambi i sessi, con prevalenza, però, negli uomini. L’età d’esordio avviene nel periodo che va dai 58 ai 60 anni; mentre il 5% nell’età giovanile (21-40 anni); l’1-2% nei casi over 60; il 3-5% oltre gli 85 anni. Al di sotto dei 20 anni è molto rara. Cfr. <www.salute.gov.it>
  10. 10. Osservazioni dal punto di vista scientifico Il Morbo di Parkinson consiste in un disturbo del Sistema Nervoso Centrale (SNC), causato dalla degenerazione di alcuni neuroni, predisposti alla produzione della dopamina, un neurotrasmettitore. Essa è responsabile del controllo del movimento: una grande diminuzione di questo neurotrasmettitore (-60%) produce un disturbo del sistema motorio.
  11. 11. Sintomi del Morbo di Parkinson All’inizio della malattia i sintomi non vengono riconosciuti subito, perchè si manifestano in maniera subdola ed incostante. Appaiono vari tipi di sintomi: • Sintomi motori; • Sintomi “non motori”; • Disturbi psicologici; • Sintomi psicotici (rari).
  12. 12. I sintomi motori sono: • tremore a riposo: interessa una mano o i piedi su un lato; l’oscillazione è di 5-6 movimenti al secondo; • rigidità: aumento involontario del tono muscolare (arti, collo e tronco); • bradicinesia: rallentamento nell’esecuzione dei movimenti e dei gesti più semplici;
  13. 13. • lentezza dei movimenti: – acinesia: difficoltà ad iniziare i movimenti spontanei; – disturbo dell’equilibrio: coinvolge l’asse del corpo, che non viene corretta spontaneamente dal soggetto; • disturbo del cammino: riduzione del movimento pendolare delle braccia.
  14. 14. I sintomi “non motori” sono: disturbi della deglutizione, della fonazione, della regolarità intestinale, dell’olfatto, del sonno, dell’umore e della cognitività, la fatica e i dolori.
  15. 15. I disturbi psicologici sono: • depressione: si manifesta con umore deflesso, affaticamento, disturbi del sonno e della memoria; • disturbi d’ansia: i pazienti avvertono un senso di apprensione, paura, preoccupazione;
  16. 16. • disturbi ossessivi compulsivi: comportamenti che si ripetono per trovare un immediato piacere (shopping, gioco d’azzardo, internet dipendenza (IAD), ipersessualità); • disturbi cognitivi: le funzioni cognitive coinvolte sono l’attenzione, le capacità spazio- visive e le funzioni esecutive.
  17. 17. Diagnosi e prognosi La diagnosi del Morbo di Parkinson non è solo una diagnosi clinica, il neurologo formula un'ipotesi diagnostica attraverso la storia clinica, la valutazione di sintomi e segni neurologici. La prognosi del Morbo di Parkinson è cronica, lentamente progressiva e coinvolge diverse funzioni motorie, vegetative, comportamentali e cognitive, con conseguenze sulla qualità della vita.
  18. 18. Oltre alle cure mediche, condotte da dottori ed esperti, da qualche anno una nuova terapia può contribuire a migliorare ed evitare l’aggravarsi di questa malattia: la Tangoterapia.
  19. 19. La Tangoterapia prende il nome da un famoso ballo: il Tango Argentino. Esso nasce nei sobborghi di Buenos Aires a fine ‘800. Questa danza popolare ebbe molto successo, anche con l’arrivo degli immigranti europei, che seppero fondere le loro tradizioni melodiche e musicali con quelle tipiche delle tradizioni argentine. I maggiori autori di tali musiche sono: C. Gardel, A. Piazzolla, O. Pugliese, A. De Angelis.
  20. 20. “Un bene culturale immateriale”, così l'Unesco ha definito il Tango Argentino che, dal 2009 è patrimonio immateriale dell'Umanità, ma può essere definito anche “patrimonio per la salute”, poichè sono numerosi gli studi scientifici che dimostrano le sue funzioni terapeutiche per malattie che coinvolgono il fisico e la psiche con l’effetto di migliorare notevolmente la qualità della vita delle persone e le loro relazioni interpersonali.
  21. 21. Uno studio di un gruppo di ricercatori della Washington University di Saint Louis afferma che ballare il tango argentino ritarda gli effetti tipici del Morbo di Parkinson, con risultati più favorevoli rispetto a quelli che si possono ottenere effettuando esercizi ginnici.
  22. 22. G. Earhart, responsabile dello studio, ha spiegato che «Il tango è un ottimo esercizio (…) : le differenti velocità di esecuzione, i continui arresti ed accelerazioni, i cambiamenti di direzione, giravolte e blocchi improvvisi sono utilissimi per mantenere il controllo dell’equilibrio».
  23. 23. «(…), il Tango rappresenta un’opportunità per curarsi in modo piacevole, che fa sentire fin dall’inizio “meno malati”, (…). La possibilità di interpretare liberamente, secondo il proprio stile e personalità e a seconda delle situazioni (…), farà sì che ogni Tango sarà “unico», dice M. Patuzzo, coordinatrice infermieristica della riabilitazione specialistica neurologica all’Ospedale San Giuseppe di Milano, ideatrice del metodo RiabiliTango MR.
  24. 24. Il Tango Argentino richiede un impegno estremamente “mentale”: vi è, infatti, una forte connessione fra la volontà di fare il movimento ed il corpo che deve eseguirlo; la concentrazione raggiunge livelli altissimi, perchè il ballerino e la sua partner possano l’uno comunicare e l’altra recepire i movimenti che si desiderano eseguire.
  25. 25. La mancanza di schematicità di questa danza impone una rigorosa istintività motoria, indispensabile per riuscire ad innestare sopra di essa le varianti continue attraverso le quali si sviluppa questo dialogo della coppia.
  26. 26. È consolidato, infatti, che l'insieme di stimoli sensoriali, visivi, acustici e fisici migliorano la prestazione motoria delle persone e favorisce un valido supporto terapeutico per la riabilitazione personale. Tramite la danza si ha la possibilità di riadottare i medesimi meccanismi motori della vita quotidiana, riducendo, così, i fattori di stress esogeni ed endogeni derivati dalla malattia.
  27. 27. Un percorso di Tangoterapia prevede di raggiungere i seguenti obiettivi: un miglioramento della postura e della consapevolezza corporea; uno sviluppo dell’equilibrio statico e dinamico; un progresso della fluidità del movimento e della gestione dello spazio; un potenziamento nel controllo della respirazione; acquisire maggior rilassamento; un miglioramento dell’apparato cardiovascolare, polmonare; infine un miglioramento dell’autostima, della comunicazione e della socializzazione.
  28. 28. La Tangoterapia facilita la comunicazione tra i partecipanti, lo stabilirsi di legami interpersonali, la fiducia e l'integrazione nel gruppo, l'emergere di sentimenti positivi originati dalla sensazione di appartenenza, l’espressione delle emozioni e la rappresentazione dei propri vissuti. Grazie a questi effetti, si aiuta il rilassamento e si allontana il senso di apatia e la depressione di cui spesso i malati soffrono.
  • MartaDurigon

    Jun. 7, 2017
  • adamatteo

    May. 25, 2017
  • Richitave

    May. 20, 2017

La Tangoterapia favorisce la cura medica per le persone affette dal Morbo di Parkinson. Ballare il Tango Argentino, infatti, permette il ripristino dell'equilibrio statico e dinamico, aumenta l'autostima, la comunicazione e la socializzazzione.

Views

Total views

265

On Slideshare

0

From embeds

0

Number of embeds

1

Actions

Downloads

2

Shares

0

Comments

0

Likes

3

×